Il mio cuore è silenzioso come uno sguardo.
C'è una casa di là delle colline.
Il mio cuore è silenzioso come uno sguardo.
La mia casa è Lì , dietro le colline.
Sopporto il mio cuore come una vecchia maledizione .
Non c'è ragione per il rimpianto.
Sopporto il mio cuore come una vecchia maledizione .
Perché mai argomentare o rimpiangere ?
Il mio cuore vive in me come un fantasma.
Al di là delle colline giace morta la mia speranza.
Il mio cuore di depresso di me come un fantasma .
Al di là della mia speranza giacciono morte le colline.
Mi hanno strappato il cuore come la gramigna.
Non era vero che avrei dovuto vivere.
Mi hanno strappato il cuore come la gramigna.
Non potevo pensare che vivere fosse vero.
Ora ci sono grandi macchie nel mio cuore.
Ci sono macchie simili al sangue sul pavimento.
Ora ci sono grandi macchie nel mio cuore .
Il mio cuore giace sul pavimento.
La stanza è chiusa per sempre.
Il mio cuore ora è sepolto vivo.
Il mio cuore ora è chiuso per sempre.
Tutta la stanza sepolta viva.
Questa notte Tedio mi svegliò. Io , con sguardo assonnato ed interrogativo lo guardia, era davvero preoccupato. Sospirò e poi disse : < Ma lui è il tuo amato?>. Non capivo e risposi - < No, ma come ti viene in mente> . Iniziò ad agitarsi, poi si fece a ciambella come suo solito e mi interrogò nuovamente - < E cosa state facendo allora>. Ero molto confusa, continuavo a non capire cosa lo turbasse e risposi con la prima cosa che mi venne in mente <Noi ci facciamo male>. Si alzò stirando il suo corpo di gomma e fra una leccata ed un'altra al suo lucidissimo pelo , mi chiese ancora : < e perché lo fate? > Si puliva come se sentisse lo sporco di questa storia tutta sul suo piccolo manto tigrato. Io allora sbadigliai e risposi <Tedio > . Mi guardò ancora, si avvicinò piano con passo felpato, si fece di nuovo ciambella vicino a me e tornò a dormire in silenzio.
Stasera ho capito che nella mia vita ho fallito tutto. Sono
nata fallendo il primo tentativo di suicido e finirò fallendo la vita intera.
Ho buttato giù tutto, dovevo buttare via qualsiasi cosa avesse forma d'amore.
Avrei comunque fallito , ho fallito credendoci ed ho fallito non credendoci
abbastanza, ho fallito prendendomi troppo sul serio e allo stesso tempo non
credendo in me. Oggi è tutto brutto, ed anche se lo leggi al contrario non
cambia. Vorrei piangere ma non escono lacrime, ho chiuso tutto come quando è
morto Andrea ma oggi sono morta io. Non piangerò. Piango solo quando c'è ancora
speranza ma quando essa smette di esistere smetto di esistere anche io insieme
alle mie lacrime. Mi sento spezzata, mi sento niente, sentirei così tanto che
ho deciso di non sentire nulla. Forse ho fame o forse è solo il mio stomaco che
somatizza il vuoto che c'è nel cuore. Non c'è più sangue, non c'è più vita, è
solo un sasso. Io posso fare molte cose ma ho la
certezza, oggi,adesso
e per gli anni a venire che non posso e non potrò mai amare nessuno. È così
terribile, così debilitante, così angosciante. L'amore è un vuoto che ti
inghiotte, è il burrone alla fine di una strada che non avresti mai preso.
L'amore è una cosa strana ed io non lo voglio.
Sono stanca, sono stanca di
camminare lungo una strada che si ripete , sono stanca di calpestare i rifiuti
degli altri e di sporcarmi ogni volta che provo ad accendere una candela. Sono
stanca di pulire. Sono molto stanca della vita e se non penso al suicidio è
solo perché forse non ho realmente il coraggio di lasciarmi cadere perché io ho
il terrore di lasciarmi andare. Fallirei anche questo, son sicura che mi
salverebbe una folata di vento, una trasfusione, il vomito, riuscirei a fallire
anche la more.
Spero che si sia stancato, che la
smetta di correre dietro a qualcuno che urla ti odio ma vorrebbe dire ti amo.
Spero d’essere finalmente all’ultima puntata di questo pessimo telefilm durato
13 anni in più di quel che pensavo potesse durare. Forse ho sete e non mi basta
più guardare le stelle per dissetarmi , vorrei berle e non potendo preferisco
morire per disidratazione. Forse questa sarebbe una bella morte, forse questa
potrei non fallirla.
Mi è sembrato come se avessi
lasciato andare via il grande amore della mia vita e forse è stato così. Avrei
voluto asciugare il suo pianto ma non ci sono lacrime per me. Sono troppo
stanca. E’ una stanchezza che temo non passerà presto, è una di quelle che ti
portano a trascinare i piedi perché alzarti costa troppo. E’ la stanchezza del
mendicante, dell’immigrato, la stanchezza di chi ha perso tutto e non vuole più
nulla perché sa che costa di più perdere che comprare. E’ la stanchezza di chi
scrive perché non sa più parlare, perché la gola secca e la lingua inerte non
fanno altro che ripetere la solita ninna nanna : chiedimi di restare.
Non volendo aspettare la fine l’ho
creata partendo dall’inizio. Non pensavo che sarei riuscita a muovere la
montagna ma credevo che almeno un granellino di sabbia si sarebbe potuto
alzare. La luna era calante mentre cresceva il mio addio, io ero decisa mentre
stringevo la tua mano e non sarei mai voluta andare via.
Ora ho solo un pezzo di vetro,
ora ho solo un pezzo di te così tanto levigato dal tempo e dal mare che non può
più tagliarmi.Oggi dopo 13 anni ho
smesso di ferirmi. Sarà difficile spegnere la luce, sarà difficile accettare,
non sarà difficile odiare. Odiami e nell’odio mi troverai, amami e dal mio amore
forse ancora una volta tu fuggirai.
Guardo Tedio, unico testimone della battaglia di Waterloo , e dico :
amore , è proprio una situazione del cazzo. E lui , che capisce più di
quanto capisca io, mi guarda e dice: MIAO! Dentro esso ho sentito
approvazione, compassione, tenerezza e un pizzico di malinconia. Lui ha
imparato cosa sia Amore mentre io chiudevo un sasso in una scatola. Come
sempre.
"Non ho saputo capire niente allora! Avrei dovuto
giudicarlo dagli atti, non dalle parole. Mi profumava e mi illuminava. Non avrei mai dovuto venirmene via! Avrei dovuto indovinare la sua tenerezza dietro le piccole astuzie. I
fiori sono cosi' contraddittori! Ma ero troppo giovane per saperlo amare".
Credo di vivere troppi di sogni e speranze, credo che la gente che mi addita come disillusa e pessimista non vede la tristezza che si cela dietro al mio forzato ed eccessivo raziocinio. Credo d'avere troppe unioni volute dal destino e credo anche che tutto quello che mi sta accadendo negli ultimi mesi sia decisamente assurdo. Dopo un decennio mi rendo conto di essere forse attratta da lui anche fisicamente e di non riuscire a guardare le sue braccia perché mi piacciono da impazzire. Perché non ho mai guardato le sue braccia? I suoi occhi li conosco, le sue labbra le ho baciate e le sue mani le ho avute così tante volte sul mio corpo che quasi non le sento più, come se fossero nate per toccarmi. Ma non c'è amore , non sento amore io sento solo il desiderio di averlo mio, sento solo la voglia di essere per lui l'unica. Ho pensato tutta la sera che avrei voluto baciarlo. Ho pensato questo e voglio non pensarci più.
Giorni come Mari nell' immenso dell' immaginazione. Mesi come Mari nell' irruenza del desiderio. Anni come Mari nell' indulgenza del tradimento. E come Mari nell' incerto tempo senza te.
Uso sempre
meno parole per parlare di te, arriverà il giorno in cui riuscirò a descriverti
solo con la parola fine.
Guardo la
nostra panchina e ripenso al sogno vissuto insieme.
Certezze
diventate bugie ed un addio che suonò come un bacio che ci ha legati per sempre.
Misteri e
nuovi personaggi, trame intricate e sentimenti idealizzati.
Il finale
del nostro film sarà scritto solo il giorno in cui riuscirò per sempre a rapire
i tuoi occhi.
Tu che
guardi con pupille incoscienti e vuote la mia ricolma anima insulsa.
Colori ,
luci e sapori : soporifere ripetizioni che come una ninna nanna assopiscono i
miei sogni che riprenderanno a respirare solo dopo aver riempito i tuoi occhi,
ancora una volta, d’amore.
Attese e
sospiri mi cullano mentre aspetto che ritorni. Sei un veleno che rende l’assuefazione
a te dolcemente mortale.
Facce amorfe
disegnate su di una mente annebbiata che - rivedendoti in un giorno qualunque-
non saprebbe riconoscere in te il desiderio.
Vorrei
mandarti via con la stessa forza con la quale cerco di riprenderti ;
schioccare le dita per farti apparire e baciarti per annegarti nell’oblio.